The ONE Campaign!

MacPhisto is Back

di Romina
pubblicato il 20 Gennaio 2009 alle 23:03

Get on your boots - U2
Il testo della canzone descrive le fasi della seduzione del diavolo (in questo caso il Mefistofele del “Faust” di Goethe) che si trova a dialogare con l’uomo.
Nella prima strofa del testo compare l’immagine della Morte di Cristo. Mefistofele si rivolge all’uomo con voce suadente e tentatrice mostrandogli inizialmente la disperazione della civiltà odierna e la necessità dell’avvento di un nuovo Messia.
Il futuro dell’uomo, infatti, ha bisogno di un nuovo grande bacio, simbolo del bacio di Giuda che condusse il Cristo alla morte.
In seguito alla crocifissione si scatenano eventi funesti, il vento dell’ira di Dio soffia come in un tornado e appare in cielo una luna mai vista prima, l’eclissi che si verificò nel momento esatto della morte di Gesù. Mefistofele mostra tutto ciò all’uomo al fine di metterlo di fronte alla necessità di un nuovo sacrificio divino.
Questa parte relativa al sacrificio divino si lega al concetto delle donne del futuro che hanno le grandi rivelazioni. Infatti, tali donne posso essere interpretate come l’incarnazione della Madonna, che nel suo grembo ha conservato la grande rivelazione divina.

In seguito la seconda e la terza strofa risultano essere perfettamente corrispondenti:

Night is falling everywhere - You free me from the dark dream
Rockets at the fun fair - Candy floss ice cream
Satan loves a bomb scare - All our kids are screaming
But he won’t scare you - But the ghosts aren’t real.

Le due strofe mostrano un dialogo tra Mefistofele e l’uomo, infatti, le frasi combaciano.
La prima parte è esposta da Mefistofele che continua il suo atto di seduzione affrontando un differente argomento, mostrando la crudeltà di Satana, ma allo stesso tempo tentando di convincere l’uomo che lo stesso Satana non vuole spaventarlo.
La notte cala ovunque e rappresenta il buio del male e del dolore, il buio del demonio (riprende anche “il sonno della ragione genera mostri” di Goya). I razzi cadono in un parco giochi e il male del diavolo si manifesta. E’ con questo che Mefistofele mostra all’uomo la sua paura più grande: l’incarnazione del male assoluto che è Satana, colui che ama vedere il terrore negli uomini (la paura delle bombe si manifesta nelle guerre) - gli uomini più indifesi in questo caso, i bambini- , ma Mefistofele ha lo scopo di persuadere e di conseguenza comunica all’uomo con voce ammaliatrice, che lo stesso Satana non ha lo scopo di spaventarlo.
A questo punto interviene la seduzione manifesta attraverso l’incitamento ad indossare gli stivali, simbolo del diavolo Mefistofele seduttore. Gli stessi stivali sono descritti come sexy, perché sensuale è la tentazione del demonio alla quale l’uomo protagonista del brano fatica a resistere, infatti, risponde al coro di incitamento annuendo.
Nella strofa di risposta dell’uomo si presentano gli stessi elementi e il nostro Faust ammaliato dal demonio gli chiede di essere liberato dal sogno oscuro (la notte che stava calando nelle parole del diavolo). Ai razzi nel luna park corrispondono lo zucchero filato e il gelato che l’uomo cita nella sua risposta e, a Satana che ama la paura delle bombe, diviene speculare l’urlo di terrore dei figli degli uomini, urlo che solo l’uomo sente come tale.
Quindi l’uomo risponde al gioco di seduzione cercando di resistere, controbattendo le parole del diavolo, cercando di sfuggire alla tentazione: ma nel verso finale in corrispondenza appare cedere, perché Mefistofele lo rassicura dichiarando che Satana non vuole spaventarlo e l’uomo risponde dicendo che i fantasmi non sono reali. Quindi Faust crede alle possibilità della seduzione del demonio.

Nella strofa “ io ho un sottomarino, tu hai benzina” il riferimento è ad un possibile accordo/ colloquio tra i grandi della terra che si scambiano armamenti e benzina ma senza voler parlare della guerra. Guerra che poi intraprendono.
La guerra in Iraq ha richiesto gli armamenti americani, ma l’America (l’occidente) non può fare a meno del petrolio. È come uno scambio, un baratto. Ma si ritiene sconveniente parlare ORA della guerra. Non è bello parlare della guerra che segue alla richiesta di armamenti perché la guerra fa paura e non è suadente. Quindi non poniamoci e non poniamo domande sul motivo di baratto petrolio – armi. L’essere (lo spirito celato dietro gli uomini che già hanno firmato il patto con Mefistofele) superiore che guida questo scambio non ne vuole parlare.

Gli stivali sono diventati da suadenti a simbolo di chi comanda una volta indossati (infatti il diavolo è visto come capo supremo di lotta che dirige gli uomini secondo i suoi disegni).
Mefistofele ora sta concedendo all’uomo di indossare abiti di comando, per governare la terra come fosse Dio, ma la sua coscienza ancora resiste.

Gli stivali sono indumenti con cui si presentava Mefistofele.
Mefistofele è il diavolo moderno “cristiano”, come egli dice di se. È realista, legato ai sensi, alle cose materiali, alla terra (il piacere dell’intelletto, il piacere della carne, il piacere della potenza e delle ricchezze). Ha il culto del denaro e della potenza che ne deriva, crede che forza e diritto siano ambivalenti. Nel Faust di Goethe si presenta portando stivali spagnoli (che è anche il nome di una tortura) e più avanti, quando la strega non lo riconosce perché vestito “da cavaliere”, dice che dato che la civilizzazione sta uniformando tutto si è vestito in quel modo per non far vedere la sua gamba di legno, nascosta sotto gli stivali. Inoltre nella stessa opera l’uomo è ormai fuori del dualismo cristiano: cielo e terra, uomo e dio, natura e spirito. Il dualismo di Faust è dentro di lui. Ecco le due anime: una lo avvince alla terra, al mondo sensibile, alla vita dei sensi, l’altra lo attira verso l’infinito, il divino.

Nella parte finale si individuano due componenti, l’uomo (Bono, Faust o comunque L’UOMO) che vorrebbe rimanere nel SOUND di dio, un Paradiso Terrestre, il suono celestiale, divino, ma è come se stesse implorando di farlo rimanere lì (not right now), mentre le schiere diaboliche lo hanno ormai afferrato e lo trascinano in basso. Implora Dio di non farlo cadere. Ma dopo le ripetute grida, dopo aver implorato Dio più volte, non sentiamo più lui, sentiamo il coro che lo incita a mettersi gli stivali e una risata diabolica. L’uomo è caduto, ha firmato il patto con il diavolo.
La risata finale è il simbolo della vincita di Satana. Nel medioevo si pensava che il riso fosse simbolo e manifestazione del Diabolico (ragione per cui erano condannate anche tutte le commedie). La vita era la passione ( la passione di Dio che doveva quindi compiere anche l’uomo per avvicinarsi alla sua luce) e tutto il percorso terreno degli uomini era visto solo come un cammino di preparazione verso una gioia futura (quella celeste). Nella visione cristiana la vita terrena era solo un passaggio verso la vera vita, quella ultraterrena.
Già nelle strofe precedenti il Diavolo cerca di convincere l’uomo a seguirlo contrapponendo l’oscurità alla gioia reale (potenza, forza) e questa gioia porta alla risata eterna. Nel “Faust” Mefistofele consiglia a Faust di non riflettere oltre sulla vita ma di viverla. Piaceri ottimismo e vita ( Laughter is eternity If joy is real). Il ghigno diabolico della gioia eterna è presente, infatti in tutte le rappresentazioni del diavolo, soprattutto nella cinematografia odierna (vedi Al Pacino e il suo ghigno in “L’avvocato del diavolo” oppure De Niro nel tanto contestato ghigno finale di “C’era una volta in America”).
Alla fine di questa strofa (joy is real), c’è uno stacco e la voce che segue con l’attacco della strofa seguente ha un’intonazione chiaramente suadente, come fosse il serpente tentatore del paradiso terrestre. E’ come se, dopo avergli esposto le sue ragioni obiettive, ora Mefistofele stesse usando anche le sue armi di seduzione per fargli vedere a quale potere può arrivare.

Ora, perché Macphisto is back.
Innanzitutto basta ascoltare molto attentamente l’evoluzione della canzone, della voce di Bono associata al coro e all’incalzare di alcune sonorità: man mano che il testo avanza si passa dalla parte seduttiva musicale e vocale, attraverso una fase di seduzione musicale più intensa e serpenteggiante, momento in cui Bono sembra rifiutare ma allo stesso tempo accogliere con la voce tale processo. Nel percorso conclusivo della canzone si può percepire tutta la durata dell’azione della caduta, la resistenza urlata in alternanza ai cori sempre più insistenti e inquietanti, fino ad arrivare ad un urlo strozzato, misto tra dolore e diabolicità, nella fase più ardua della caduta e in cui la chitarra sottolinea il tutto. Poi cambia ancora sonorità e c’è la supplica di rimanere nella musica, ma questa supplica sembra venire da lontano e ha delle voci in sottofondo che ne accompagnano le intenzioni.
La parte finale poi è una sorta di valanga che trasporta con il suono, verso la profondità, mentre l’uomo soddisfatto annuisce.

Macphisto è tornato, il mondo si oscura ancora “It’s no secret that our world is in darkness tonight” così come l’eclissi “They say the sun is sometimes eclipsed by a moon” e ancora la caduta “we’re falling from the sky… a man will rise, a man will fall” e ancora gli angeli cadono dal cielo perchè Giuda ha mentito:

“It’s no secret that the stars are falling from the sky, the universe exploded ‘cause of one man’s lie”.

Romina e Alessandra

Venus in Furs

di Romina
pubblicato il 14 Marzo 2007 alle 20:08

“Sia principessa o contadina, sia che indossi l’ermellino o il mantello foderato di pelo d’agnello, sempre questa donna con la pelliccia e la frusta, che rende l’uomo suo schiavo, è una mia creatura”.
(Leopold von Sacher Masoch)
E’ dal suo libro che i Velvet Underground diedero vita ad una delle canzoni più introspettive e psichedeliche del loro repertorio.
Masoch è noto per aver diffuso il concetto di masochismo nella cultura moderna e soprattutto per essere stato il primo ad aver stipulato un vero contratto di sudditanza. La Venere/Wanda, sua compagna e protagonista del romanzo ebbe il diritto assoluto di schiavizzare a suo piacimento il suo uomo Leopold von Sacher-Masoch. Questo romanzo si fonde con la vita dell’autore, reso schiavo da una donna brutta e priva di privilegio sociale, ma tanto astuta da portarlo all’esasperazione perversa.
Pur trattandosi di un libro, secondo la critica, mediocre, ha scatenato una diffusione incessante di ideali stravaganti e di dubbio gusto in merito al rapporto uomo/donna visto come relazione cultura/natura. La donna ha in sè una sorta di bestialità lussuosa, non a caso è in pelliccia, tale da essere in grado di rendere l’uomo succube. Il suo essere infida, la mostra agli occhi dell’ altro sesso come una Venere della foresta, pronta ad utilizzare la sua origine naturale e carnale per farsi amare dalla sua preda.

Passiamo ora alla grandissima opera d’arte dei Velvet Underground.
Il brano si riveste di suoni psichedelici emessi dalla viola elettrica di John Cale che richiamano in maniera quasi angosciante le ballate bucoliche del cinquecento, in linea con le trame Boccaccesce del Decameron.
Lou Reed recita la trama del libro intonando una sorta di racconto-interpretazione che comanda le note degli strumenti, come Wanda comanda il suo Severin.

“Shiny shiny, shiny boots of leather
whiplash girlchild in the dark
Comes in bells, your servant, don’t forsake him
strike, dear mistress, and cure his heart
Downy sins of streetlight fancies
chase the costumes she shall wear
Ermine furs adorn imperious
Severin, Severin awaits you there
I am tired, I am weary
I could sleep for a thousand years
A thousand dreams that would awake me
different colors made of tears
Kiss the boot of shiny, shiny leather
shiny leather in the dark
Tongue of thongs, the belt that does await you
strike, dear mistress, and cure his heart
Severin, Severin, speak so slightly
Severin, down on your bended knee
Taste the whip, in love not given lightly
taste the whip, now bleed for me
I am tired, I am weary
I could sleep for a thousand years
A thousand dreams that would awake me
different colors made of tears
Shiny, shiny, shiny boots of leather
whiplash girlchild in the dark
Severin, your servant comes in bells
please don’t forsake him
strike, dear mistress, and cure his heart”

Severin!, Severin!, comanda Reed incessante fino alla frase finale che risulta quasi un’imposizione e a cui fa seguito una sonorità costante, rapida, martellante, insistente, quasi volesse disturbare l’orecchio dell’ascoltatore allo stesso modo in cui il testo disturba l’occhio del lettore.
Uno dei massimi capolavori dei Velvet Underground ripercorre così la storia di un uomo schiavizzato per amore della sua donna:
“Sono stanco, sono esausto potrei dormire per migliaia di anni, mille sogni che potrebbero destarmi, colori differenti fatti di lacrime”.
ma forse la schiavitù selvaggia non è solo quella manifestata da una donna sul suo uomo, masochistico è il mondo della droga che rende schiavi gli uomini, che frusta i suoi servi fino a farli sanguinare, e li sfinisce, li addormenta nell’eterno mare degli incubi che colorano il mondo di sole lacrime. E anche la droga agisce nascosta sotto pellicce di ermellino, coperta da un leggero strato di lusso che la rende desiderabile ai molti, anche se sotto copre l’orrore e la meschinità, proprio come Wanda.

The Million Dollar Hotel

di Romina
pubblicato il 12 Febbraio 2007 alle 22:31

I have a lover,
A lover like no other.
She got soul, soul, soul, sweet soul,
And she teach me how to sing.
Shows me colours
when there’s none to see,
Gives me hope when I can’t believe
That for the first time
I feel love.
I have a brother,
Well, I’m a brother in need.
I spend my whole time running,
He spends his runnin’ after me.
I feel myself goin’ down,
I just call and he comes around,
But for the first time
I feel love.
My father is a rich man,
He wears a rich man’s cloak,
Gave me the keys to his kingdom comin’,
Gave me a cup of gold.
He said, “I have many mansions
“And there are many rooms to see.”
But I left by the back door
And I threw away the key.
And I threw away the key.
Yeah, I threw away the key.
Yeah, threw away the key.
For the first time,
For the first time,
For the first time.

“Wow… After I jumped, it occurred to me: life is perfect, life is the best. It’s full of magic and beauty…opportunity and television. And surprises. Lots of surprises, yeah. And then there’s that stuff that everybody longs for…but they only really feel when it’s gone. All thatjust kind of hit me. I guess you don’t really see it all that clearly when you’re…you know…alive. I guess you could say my life only really started about two weeks ago. That’s when I lost my best friend Izzy…and found Eloise. Eloise…she was something to live for. And I guess that means something to die for.
Some people said that she was just a dumb slut, but I knew she wasn’t dumb. Whatever Eloise was or wasn’t didn’t matter to me. She was the love of my life, even though I hadn’t actually met her…yet.”

Regia: Wim Wenders

Sceneggiatura: Bono, Nicholas Klein

Cast: Jeremy Davies, Milla Jovovich, Mel Gibson, Jimmy Smits

Distribuzione: Medusa

Paese:Germania, Gran Bretagna, Usa

Anno: 2000

Durata: 122′

Ancora una volta Wenders si tuffa nei meandri della mente umana, piedi nudi di anime angeliche si incamminano per le strade di Los Angeles, delicati, soli, imbarazzati, estranei. Il Million Dollar Hotel è un edificio decadente che ospita gente emarginata, dimenticata dal mondo intero, scaraventata in faccia alla società a causa della morte del figlio di un magnate dei media: perchè si parla dell’invisibile solo se fa scalpore. Il film apparentemente prosegue alla ricerca del presunto assassino, ma la linea è labile tra suicidio e omicidio e tra verità e immaginazione. La storia invece è una storia di emozioni, di sensazioni, di crescite psicologiche e viaggi dell’animo come solo Wenders sa realizzare.
Tom Tom è un ragazzino ingenuo, tenero, altruista, si vede all’inizio del film lanciarsi dal tetto del palazzo e librarsi nell’aria come un angelo…ma non si vede cadere. Così inizia il suo racconto e il pubblico percepisce le piccole dimostrazioni di forti sentimenti che segue dal suo punto di vista. Eloise è meravigliosa, bellissima, una donna con un passato difficile, un’anima leggiadra che Tom Tom ama profondamente. Sa di amarla ancora prima di incontrarla, proprio come l’amore vero di due persone comuni, o forse una piccola lezione di vita, perchè una tale profondità di sentimenti e un tale sincero amore, un uomo comune non sa nemmeno regalarcelo. Questi folli emarginati vivono nelle stanze dell’Hotel e si distribuiscono attraverso i vari piani, camminando lungo una crescita emotiva che sale sempre più in alto, una scalata verso la libertà, un’ascesa dello spirito sino alla cima della vita, da cui non buttarsi significa non aver compreso ciò che la vita stessa ci offre, mentre buttarsi significa aver vissuto davvero. L’amore tra Eloise e Tom Tom è colmo della tenerezza del sorriso di un bambino, ricco della dolcezza delle carezze dei fanciulli, elementare e sincero in maniera disarmante, ma malinconico come lo sguardo di Tom Tom che seduto sul balcone della finestra guarda al di fuori in cerca della felicità.
E’ qui che Wenders torna ancora a parlarci di angeli, quelli di adesso sono angeli moderni, gli angeli del nuovo millennio che non hanno più posto nella società, in cui la gente non crede più, che continuano a gettarsi per poter cadere in terra ed entrare nel mondo come ne “Il cielo sopra Berlino”, ma che non riescono nel loro intento, perchè nessuno li vede toccare il suolo.
Tom Tom, il piccolo tenero ragazzo, ha spinto giù dal palazzo la vittima, ha ucciso il figlio dei media, ma ci fa comprendere che tutto ciò potrebbe essere pura finzione, perchè quello che vediamo in televisione non esiste; non dobbiamo per forza credere ad ogni cosa, è stato assassinato un figlio dei mass media, è stata uccisa la finzione. Tom Tom non è omicida di nessuno se non della nostra stessa ipocrisia e lui alla fine lo dimostra. Inizialmente non si comprende perchè quel ragazzo che ha appena trovato l’amore della sua vita decide di buttarsi dall’Hotel e suicidarsi, ma poi non ne vediamo il corpo al suolo, ci accompagnano le sue parole d’amore per Eloise che vediamo piangere sulla strada. Non sta piangendo perchè Tom Tom è morto, sta solo piangendo perchè il passaggio del ragazzo nella vita umana è concluso, ha compiuto la sua opera e realizzato le sue volontà. Tom Tom ha amato davvero e ha fatto sì che noi aprissimo per un momento gli occhi al mondo, oltre al cuore. Il suo viaggio è concluso e così scompare nel nulla per tornare tra gli angeli.

“All I ever wanted was just to reach Eloise. just to reach her. I did. And I ended up turning the world upside down along the way, even ifjust for a moment. Wow!”

All my life I worshipped her,
Her golden voice, her beauty’s beat;
How she made me feel,
How she made me real,
And the ground beneath her feet…
And the ground beneath her feet

No, I can’t be sure of anything,
Black is white and cold is heat.
What I worship stole my love away,
Was the ground beneath her feet,
Was the ground beneath her feet.

Go lightly down your darkened ways,
Go lightly underground.
I’ll be down there in another day.
I won’t rest until you’re found.

Let me love you,
Let me rescue you,
Let me bring you where two roads meet.
I’ll come back above,
Where there is only lo-o-o-ove…
Only love…

Take a stranger by the hand,
A man who doesn’t understand
His wildest dreams.
Walk across the dirty sand,
Offer him an ocean
that he’s never seen.
Maybe I was blind
Or I might have closed my eyes.
Maybe I was dumb
When I forgot to say,
If you didn’t know…
Never let me…go…

Un film sottovalutato, un Wenders criticato come non mai, un piccolo capolavoro incompreso, forse perchè fin troppo profondo e umano.

(Lyrics By Bono , script by Bono & Nicholas Klein)

Copyright © 2006-2010 Eurekastreet.it Tutti i diritti riservati (vedi note legali)
viagra emeaproblemas del viagra?? lazerpromotions.com - marketing brand. by ApperceMeamip viagra en andorra sin recetaviagra mas barataviagra magnumaccion del viagra. efecto de la cialis | cialis not effective viagra en corrientes viagra precauciones