The ONE Campaign!

Visioni d’Arte

di Romina
pubblicato il 10 Ottobre 2008 alle 22:27

Un artista è colui che sa stupire e anticipare i tempi, il vero artista non segue le masse, piuttosto le afferra con la sua inarrestabile potenza e le scaraventa contro la sublime magia dell’ignoto. Ma l’artista non fa solo un passo avanti per anticipare i tempi, quello sa farlo un grande economista, un grande politico, un uomo di scienza.

No, l’artista non è così semplice da spiegare e comprendere, è colui che a distanza chilometrica si volta verso chi è proteso a seguirlo, ma decide di non guardarlo in faccia, di non osservarlo, di non comprenderlo e non adattarsi alle sue richieste massificate. Colui che ha l’arte dentro di sè decide piuttosto, inconsciamente (e direi anche incoscientemente) di camminare da solo seguendo i suoi egregi istinti, di non tener conto dell’alone devoto che lo avvolge e che si aspetta qualcosa da lui. Il vero artista agisce, crea, partorisce, dà vita, a tutto ciò che vuole e che sente, a ciò che ha dentro e che incessantemente scalpita nella sua immensa mole di creatività. L’artista genera arte, produce il suo essere superiore a servizio di sè stesso e non per conto mecenatico di gruppi di seguaci sanguisughe.
L’artista non è forzato e costretto, e anche se lo fosse per cause di forza maggiore, comunque conoscerebbe sempre le regole per ribellarsi al conformismo, saprebbe concepire alla perfezione la sua maniera di spalleggiare la mediocrità e di affrontare a colpi di testa e di cuore le contraddizioni.

L’arte così la intendo, e così ho inteso finchè ho potuto l’arte degli U2, così come l’arte di (e qui forzo il confronto) Claude Monet, Boudelaire, Dostojevskij, Klimt, Matisse, Beckett, Bacon, Kierkegaard, Mozart….così come l’arte di Dio. Dio è l’artista degli artisti, è la punta del triangolo di Kandinsky, colui incompreso dalle masse al suo tempo al punto tale da essere ucciso, perchè ritenuto pericoloso (forse).
Ogni stagione ha il suo artista, ogni epoca il suo incompreso, come i dipinti impressionisti sui quali si sputava per non ammetterne la naturale ed istintiva perfezione strettamente ed efficacemente connessa all’imperfezione della natura stessa. A volte gli artisti sono stati comunque compresi e la loro arte mitizzata, la cultura umana si è andata aprendo ad un mondo impreciso e scaltro, ma così interessante da poter essere accolto e interiorizzato. Così i fanatic hanno iniziato a capire l’arte anche durante il suo sviluppo, ma nulla è cambiato per gli artisti che hanno continuato a sviluppare incessantemente i loro desideri e la loro anima. Il seguace ha ottenuto il privilegio di godere nel presente la manifestazione dell’artista e l’artista ha ottenuto il privilegio di essere amato anche in vita e non solo post mortem. Questo è cambiato nei secoli, questo è accaduto fino ad ora e questo cambierà ancora….ma non arriveremo mai al punto in cui il fanatic supererà l’artista, il punto in cui gli indicherà la strada da seguire e le opere da creare, non arriveremo mai al momento in cui l’artista dovrà adeguarsi al suo seguace, perchè la deduzione più esemplare riguarderà la fine dell’arte.
Io spero di non dovermi appellare ad un dogma per riuscire ad avere fede, spero di non dover calpestare rifiuti organici per accettare le nuove frontiere della finta arte mediatica, spero di non dover sentir dire che finora non ho capito nulla, che ho sbagliato tutto, che ho frainteso, che ho vissuto all’ombra di una falsa perfezione mai esistita se non nelle menti di qualche pazzo discepolo illuso (me compresa). Perchè se tutto ciò fosse vero, se gli artisti davvero fossero “cambiati” per rispondere alle leggi del business e al richiamo dei famelici cani computerizzati che si infilano nelle orecchie l’intero ipod (anche quella è arte), allora ragazzi, ci hanno preso per i fondelli, gli artisti, veri artisti non lo sono mai stati. Perchè non si può essere veri artisti se poi si finisce col non esserlo più….ma forse mi rincuoro pensando che vi sbagliate voi, perchè gli artisti sono adesso ciò che erano prima, artisti creatori di divina bellezza, di note sacrali e testi rivelatori, di frasi eterne e melodie atomiche. Gli artisti sono gli stessi di 20 anni fa, quando ero appena nata ma già li “conoscevo”, quando nascevano come artisti e io già li “ascoltavo”, quando diffondevano le loro anime e io già li “capivo”….non è presunzione, non sono Dio, semplicemente quando una forma d’arte nel futuro ti colpirà così a fondo, capisci che l’hai sempre contenuta dentro te stesso, capisci che l’hai sempre posseduta in qualche forma carnale e spirituale, hai da sempre avuto la potenzialità di assorbirla e comprenderla fino in fondo, davvero fino in fondo…e sei in grado, ancora oggi di comprendere ciò che è accaduto ieri, anche se non lo hai vissuto direttamente.
Del resto Monet (e qui forzo ancora il confronto) è pur sempre un artista per chi lo incontra ora, chi osserva i suoi quadri può sempre capire la sua arte ed entrare nella sua essenza…io non ho vissuto alla fine del ‘900 eppure ho la presunzione di saperlo amare !

L’arte, se vera arte è, resiste e sopravvive nel tempo; l’artista, se vero artista è, resiste e sopravvive nello spazio…
ma alla fine che ce lo domandiamo a fare se gli artisti hanno perso la loro arte per colpa dello showbusiness e del dollaro, del resto anche Leonardo ha perso la sua arte perchè sulla Gioconda ci fanno film fantascientifici.

E se gli artisti sono gli artisti che credo siano, (e ci ho sempre creduto), allora (non credendo più in loro) stiamo trasfigurando il concetto stesso di arte ad un livello extrasensato, dove si definisce il limite tra la naturale venerazione per l’arte e la sfocata e indecifrabile visione di qualcosa d’altro che prende il nome di medium, di classifica, di top of the pops…chiamatelo come volete.
Io scelgo di fare un passo ancora, nell’orizzonte del sentimento artistico degli artisti, perchè ho scelto che un’opera è pur sempre una scheggia d’arte perchè nasce da un artista, non necessariamente un quadro di Picasso piace a tutti…e se mi sto sbagliando bè, sono orgogliosa di farlo di testa mia e sarò responsabile dei miei errori di interpretazione.

Io credo veramente che l’arte sappia far sanguinare i cuori e forse è ora di domandarci se siamo noi ad aver bisogno di un nuovo cuore.

A generation without name, ripped and torn
Nothing to lose, nothing to gain nothing at all
And if you can’t help yourself
Well take a look around you
When others need your time
You say it’s time to go… it’s your time
Angry words won’t stop the fight
Two wrongs won’t make it right
A new heart is what I need.
Oh, God make it bleed.
Is there nothing left?
(Like a Song)

Ich bin ein Berliner

di Romina
pubblicato il 4 Febbraio 2007 alle 00:17

Sono orgoglioso di venire in questa città come ospite del vostro distinto Sindaco, che ha rappresentato nel mondo lo spirito combattivo di Berlino Ovest. E sono orgloglioso di visitare la Repubblica Federale con il vostro distinto Cancelliere che per così tanti anni ha impegnato la Germania verso la democrazia, la libertà e il progresso, e di venire qui in compagnia del mio compagno americano, il Generale Clay, che, è stato in questa città durante il grande momento di crisi e verrà ancora se sarà necessario. Due mila anni fa il più grande vanto era dire “Civis Romanum sum”, oggi nel mondo libero il più grande orgoglio è dire “Ich bin ein Berliner”.

Ci sono molte persone nel mondo che davvero non comprendono, o dicono di non sapere quale è il grande problema tra un mondo libero e un mondo comunista. Fateli venire a Berlino.
Ci sono alcuni che dicono che il comunismo è l’onda del futuro. Fateli venire a Berlino.
E ci sono alcuni che dicono, in Europa e altrove, che possiamo lavorare con i comunisti. Lasciate che vengano a Berlino.
E ce ne sono anche un po’ che dicono che è vero che il comunismo è un sistema diabolico, ma che ci permette di avere un progresso economico. Lass’ sie nach Berlin kommen. Fateli venire a Berlino.
La libertà ha molte difficoltà e la democrazia non è perfetta, ma noi non abbiamo mai pensato di alzare un muro per tenere le persone dentro, per prevenire che ci lasciassero. Voglio dire per conto dei miei compatrioti che vivono molte miglia da qui, dall’altra parte dell’Atlantico, che sono lontani da voi, che hanno molto orgoglio, che sono capaci di condividere con voi, anche se a distanza, la storia degli ultimi 18 anni. So che nessun paese, nessuna città, che è stata assediata per 18 anni vive ancora con la vitalità, la forza, e la speranza e la determinazione della città di Berlino Ovest. Mentre il muro è la più ovvia e vivida dimostrazione del fallimento del sistema comunista, che tutto il mondo può vedere, noi non ne abbiamo alcuna soddisfazione, perchè è, come ha detto il nostro sindaco, un’offesa non solo contro la storia, ma un’offesa contro l’umanità, separando famiglie, dividendo mariti e mogli e fratelli e sorelle, e dividendo un popolo che desiderava stare unito. Ciò che è vero di questa città è vero per la Germania: davvero, una pace duratura in Europa non potrà mai essere assicurata a lungo finchè un tedesco su quattro è privato del diritto elementare di uomo libero, e questo vuol dire essere liberi di scegliere. In 18 anni di pace e buona fiducia, questa generazione di tedeschi ha meritato il diritto di essere libera, incluso il diritto di unire le loro famiglie e la loro nazione in una pace duratura, con buoni propositi per tutte le persone. Voi vivete in una difesa isola di libertà, ma le vostre vite sono parte del tutto. Così lasciate che vi domandi, concludendo, di sollevare i vostri occhi oltre il pericolo di oggi, verso le speranze di un domani, oltre la sola libertà di questa città di Berlino, o del vostro paese tedesco, per un avanzamento della libertà ovunque, oltre il muro verso il giorno della pace e della giustizia, oltre voi stessi e noi stessi verso tutta l’umanità. La libertà è indivisibile e quando un uomo è reso schiavo, anche tutti gli altri non sono liberi. Quando tutti sono liberi allora guardano…possono guardare avanti verso quel giorno in cui questa città sarà unita e questo paese e questo grande continente d’Europa, in un globo di pace e speranza. Quando quel giorno finalmente arriverà, e così sarà, le persone di Berlino Ovest potranno avere una serena soddisfazione nel fatto che loro sono state in prima linea per quasi due decadi. Tutti…tutti uomini liberi, ovunque possano vivere, sono cittadini di Berlino. E dunque, da uomo libero, provo orgoglio nelle parole ” Ich bin ein Berliner”.

J.F.K

Berlino, sinfonia di una grande città

di Romina
pubblicato il 16 Novembre 2006 alle 14:29

Berlino,
un mondo di gloria riemerso dalle macerie, una disfatta clamorosa verso chi non ci ha mai creduto, chi non ha creduto in lei, nella sua essenza, nella sua verità.
Città divisa in due da tutti i suoi paradossi, divisa nella sua stessa originalità, la grande città dei grandi contrasti.
La storia del Reichstag, la grande potenza della Brandenburger Tor e la maestosità del Siegessäule (che gli U2 e Wenders ci hanno fatto godere così meravigliosamente), tutto si affaccia su quella immensa e esuberante torre, la Fernsehturm che come un fantasma segue ogni tuo passo, come un’apparizione divina ti distoglie lo sguardo da ogni riflessione e ti attrae a sè, ti perseguita la sua modernità mentre ammiri l’antichità nell’isola dei musei. E’ il tuo punto di riferimento mentre ti stai perdendo tra le mestose strade dell’anima della città, non ritrovi la via, hai paura, ti guardi intorno e vedi lei, quella torre, e segui la sua via e sai che ti condurrà ad Alexander Platz, sai che da lì raggiungerai il mondo accompagnato dalle note della BerlinerLuft.
E poi corri lungo la Unter den Linden, guardi a destra e a sinistra, ti confondi, ti esalti, ti ecciti alla vista di quella Berlino che solo poco prima era un cumulo di macerie e ora è una leggiadria di poetiche espressioni architettoniche.
E allora capisci che Berlino è il mondo intero, in Berlino trovi Parigi, in Berlino trovi Mosca, in Berlino trovi NY, in Berlino trovi Vienna, in Berlino trovi te stesso, sempre e comunque…. e cammini lungo le strade, guardi i palazzi, vivi i giardini e senti che vorresti solo fare l’amore con quella dolce puttana che ti sta inebriando, quella bellissima bastarda che scoprirai ben presto, non abbandonerà mai più il tuo benvenuto pensiero…
e allora decidi di voler saltare sulla macchina di cartone rivestito, che è stato il sogno di libertà di migliaia di persone…e decidi che forse è il tempo di prendere quella macchina, correre verso quel che rimane del muro, toglierti la cintura di sicurezza e schiantarti con tutti i tuoi bugiardi sogni contro i dipinti di Noir che ti stanno aspettando a braccia aperte….e così orgasmicamente sai che solo ora puoi dire di saper amare questa grande puttana.

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