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	<title>Home</title>
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	<pubDate>Thu, 06 May 2010 11:49:31 +0000</pubDate>
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		<title>Ghost in the shell - Ordet 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 11:47:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romina</dc:creator>
		
		<category>Cinema</category>

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		<description><![CDATA[


Regia:  Mamoru Oshii 
Sceneggiatura:  Kazunori Ito, Masamune Shirow 
Cast:  Akio Ohtsuka, Atsuko Tanaka, Iemasa Kayumi 
Distribuzione:  Millenium Storm, Panini Video 
Paese: Giappone
Anno: 1995 
Durata:  82&#8242; 



“2029. Nonostante tutto il pianeta sia coperto dal complesso commerciale e dalle luci elettroniche che ruotano vorticosamente, questo prossimo futuro non si è ancora informatizzato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table cellspacing="0" cellpadding="0" border="0">
<tr>
<td><img align="left" src="http://www.eurekastreet.it/Images/ghost.jpg" /></td>
<td><strong>Regia: </strong> Mamoru Oshii </p>
<p><strong>Sceneggiatura: </strong> Kazunori Ito, Masamune Shirow </p>
<p><strong>Cast: </strong> Akio Ohtsuka, Atsuko Tanaka, Iemasa Kayumi </p>
<p><strong>Distribuzione: </strong> Millenium Storm, Panini Video </p>
<p><strong>Paese:</strong> Giappone</p>
<p><strong>Anno: </strong>1995 </p>
<p><strong>Durata: </strong> 82&#8242; </p>
</td>
</tr>
</table>
<p>“2029. Nonostante tutto il pianeta sia coperto dal complesso commerciale e dalle luci elettroniche che ruotano vorticosamente, questo prossimo futuro non si è ancora informatizzato al punto di far scomparire popoli e nazioni&#8230;”.<br />
E’ nell’incastro e nella convivenza tra spirito e guscio che Ghost in the shell vive: spirito inteso come anima, coscienza del proprio essere, mente, pensiero; guscio inteso non solo come corpo umano, ma anche come macchina, custodia, tutto ciò che ha la capacità di contenere.<br />
Il passaggio dal guscio allo spirito avviene in un fluttuare di azione, dialoghi introspettivi, conoscenza del reale e dell’irreale, segni dei cyborg che si evolvono inarrestabilmente nel cyberpunk world.<br />
Inutile citare il solito Blade Runner, inutile sottolineare il magnifico lavoro di Kenji Kawai o la stupenda One Minute Warning della collaborazione U2/Brian Eno in Passengers (aggiunta successivamente all’edizione originale del film), la constatazione è che il film è comunque un completo capolavoro di animazione.</p>
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		<title>Tron - Ordet 2010</title>
		<link>http://www.eurekastreet.it/?p=88</link>
		<comments>http://www.eurekastreet.it/?p=88#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 May 2010 11:40:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romina</dc:creator>
		
		<category>Cinema</category>

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		<description><![CDATA[


Regia:  Steven Lisberger 
Sceneggiatura: Steven Lisberger 
Cast: Jeff Bridges, Bruce Boxleitner, David Warner 
Distribuzione: Walt Disney 
Paese: Usa 
Anno: 1982 
Durata:  96&#8242;&#8217; 



Tra reale e virtuale, dove il virtuale a volte diviene più reale della realtà, si sviluppa la prima completa computer-story della cinematografia mondiale.
La Walt Disney produce con molte remore un film [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table cellspacing="0" cellpadding="0" border="0">
<tr>
<td><img align="left" src="http://www.eurekastreet.it/Images/tron.jpg" /></td>
<td><strong>Regia: </strong> Steven Lisberger </p>
<p><strong>Sceneggiatura: </strong>Steven Lisberger </p>
<p><strong>Cast: </strong>Jeff Bridges, Bruce Boxleitner, David Warner </p>
<p><strong>Distribuzione: </strong>Walt Disney </p>
<p><strong>Paese:</strong> Usa </p>
<p><strong>Anno: </strong>1982 </p>
<p><strong>Durata: </strong> 96&#8242;&#8217; </p>
</td>
</tr>
</table>
<p>Tra reale e virtuale, dove il virtuale a volte diviene più reale della realtà, si sviluppa la prima completa computer-story della cinematografia mondiale.<br />
La Walt Disney produce con molte remore un film che rappresenta un esperimento, una grande innovazione e un’anticipazione del cinema a seguire.<br />
Il tema del mondo reale che diviene videogioco e virtualità è insito nel film sia a livello metaforicamente diegetico che extradiegetico; tecnica narrativa, creazione stilistica, strumentazione registica e di montaggio, sono parte integrante della storia narrata, amalgamando il confine dei diversi elementi del visibile.<br />
Facile considerarlo ingenuo per chi nel 2010 si accinge alla prima visione, ma non è poi così complicato proiettarsi nel 1982 quando Pac-Man e Space Invaders erano già sul mercato e i giovani nati negli anni ’60-’70 si accingevano ad entrare nel nuovo ideale sociologico di simulazione del tangibile e diversificazione del vero.<br />
Sicuramente Tron fu l’inizio di una nuova epoca.</p>
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		<title>Metropolis - Ordet 2010</title>
		<link>http://www.eurekastreet.it/?p=87</link>
		<comments>http://www.eurekastreet.it/?p=87#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 08:35:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romina</dc:creator>
		
		<category>Cinema</category>

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		<description><![CDATA[


Regia:  Fritz Lang 
Sceneggiatura:  Thea Von Harbou 
Cast:  Alfred Abel, Gustav Frohlich, Brigitte Helm 
Distribuzione:  Ermitage Cinema 
Paese: Germania 
Anno: 1927 
Durata:  120&#8242;/150&#8242;&#8217; 



Così Fritz Lang immaginava il XXI secolo, per l’esattezza l’anno 2026: divisione sociale e fisica tra operai e dirigenti, ricchi e poveri; Torri di Babele apocalittiche e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table cellspacing="0" cellpadding="0" border="0">
<tr>
<td><img align="left" src="http://www.eurekastreet.it/Images/metropolis.jpg" /></td>
<td><strong>Regia: </strong> Fritz Lang </p>
<p><strong>Sceneggiatura: </strong> Thea Von Harbou </p>
<p><strong>Cast: </strong> Alfred Abel, Gustav Frohlich, Brigitte Helm </p>
<p><strong>Distribuzione: </strong> Ermitage Cinema </p>
<p><strong>Paese:</strong> Germania </p>
<p><strong>Anno: </strong>1927 </p>
<p><strong>Durata: </strong> 120&#8242;/150&#8242;&#8217; </p>
</td>
</tr>
</table>
<p>Così Fritz Lang immaginava il XXI secolo, per l’esattezza l’anno 2026: divisione sociale e fisica tra operai e dirigenti, ricchi e poveri; Torri di Babele apocalittiche e fantascientifiche; robot femminili che inneggiano a Giovanna d’Arco; l’amore che controlla il mondo.<br />
Forse idilliaca, forse semplicistica questa visione del futuro, retorica e barocca, ma indubbiamente esemplare e indimenticabile.<br />
Metropolis è il primo kolossal fantascientifico ad aver dettato le regole del cinema di genere, dando modo di esistere a film come Blade Runner, Matrix, Brazil…<br />
Lang amalgama in un caos primordiale il dualismo e l’elemento assurdamente gotico del più alto espressionismo tedesco, creando uno spazio temporale infinito in cui le lancette di un orologio divengono dilatazioni delle braccia. Appare come un antesignano del concetto mediatico di estensione del corpo umano, che si fa carne e orrore, determinando la vita degli uomini.<br />
Certo, 1984 di Orwell arriva ben 21 anni dopo, ma il controllo del fratello superiore sugli inferiori è già la base da cui partire per affilare gli angoli delle geometrie espressioniste e esaltare le finte ombre del chiaroscuro avanguardistico.<br />
Metropolis non pretende di essere il manifesto dell’espressionismo tedesco, come fu Un Chien Andalou di Bunuel e Dalì per il surrealismo, ma è certamente l’esempio assoluto del cinema come interpretazione del reale, proiettato in un alto livello di fantascienza e lezione primaria per la futura arte della visione.</p>
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		<title>La corazzata Potemink - Ordet 2010</title>
		<link>http://www.eurekastreet.it/?p=86</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 19:50:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romina</dc:creator>
		
		<category>Cinema</category>

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		<description><![CDATA[


Regia:  Sergej Mikhajlovic Ejzenstejn
Sceneggiatura:  Sergej Mikhajlovic Ejzenstejn 
Cast:  Aleksandr Antonov, Vladimir Barskij, Grigorij Aleksandrov
Distribuzione:  General Video 
Paese: URSS 
Anno: 1925 
Durata:  60&#8242;/75&#8242; 



Pathos (dal greco paschein- emozione, sofferenza): è con l’uso aristotelico di questo termine che può essere definito complessivamente “La corazzata Potemkin”.
Le emozioni scaturiscono da brevissimi secondi che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table cellspacing="0" cellpadding="0" border="0">
<tr>
<td><img align="left" src="http://www.eurekastreet.it/Images/Potemkin.jpg" /></td>
<td><strong>Regia: </strong> Sergej Mikhajlovic Ejzenstejn</p>
<p><strong>Sceneggiatura: </strong> Sergej Mikhajlovic Ejzenstejn </p>
<p><strong>Cast: </strong> Aleksandr Antonov, Vladimir Barskij, Grigorij Aleksandrov</p>
<p><strong>Distribuzione: </strong> General Video </p>
<p><strong>Paese:</strong> URSS </p>
<p><strong>Anno: </strong>1925 </p>
<p><strong>Durata: </strong> 60&#8242;/75&#8242; </p>
</td>
</tr>
</table>
<p>Pathos (dal greco paschein- emozione, sofferenza): è con l’uso aristotelico di questo termine che può essere definito complessivamente “La corazzata Potemkin”.<br />
Le emozioni scaturiscono da brevissimi secondi che si alternano in un movimento ritmico a spirale, in un crescendo esponenziale di terrore e angoscia, pietà e disperazione. Ed è proprio la catarsi aristotelica che genera il distacco finale dello spettatore purificato, altrimenti condannato alla totale empatia che pare generarsi tra l’uomo e la scalinata di Odessa.<br />
Movimenti drammatici e distacco morale avvengono grazie ad un montaggio tanto serrato e violento, quanto armonioso e perfetto. Sono pochi gli attimi a disposizione per osservare un primo piano alternarsi ad un campo lungo; è brevissimo il tempo per entrare nel dolore di uno sguardo, ma è altrettanto crudele e intensa la durata di un crescendo emozionale che porta ad un amore solenne verso una delle più innegabili opere d’arte della storia del cinema mondiale.</p>
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		<title>Nascita di una nazione - Ordet 2010</title>
		<link>http://www.eurekastreet.it/?p=85</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 19:38:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Romina</dc:creator>
		
		<category>Cinema</category>

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Regia:  David Wark Griffith
Sceneggiatura:  David W.Griffith, Frank E.Woods
Cast:  Lillian Gish, Mae Marsh, Henry B.Walthall
Distribuzione:  Ermitage Cinema 
Paese: USA 
Anno: 1915 
Durata: 165&#8242;



Difficile arrivare ad una definizione di cinema senza pensare a Griffith ed in particolare a “Nascita di una nazione”. Così come è difficile oggi ammirare attentamente una simile opera, vuoi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table cellspacing="0" cellpadding="0" border="0">
<tr>
<td><img align="left" src="http://www.eurekastreet.it/Images/Nazione.jpg" /></td>
<td><strong>Regia: </strong> David Wark Griffith</p>
<p><strong>Sceneggiatura: </strong> David W.Griffith, Frank E.Woods</p>
<p><strong>Cast: </strong> Lillian Gish, Mae Marsh, Henry B.Walthall</p>
<p><strong>Distribuzione: </strong> Ermitage Cinema </p>
<p><strong>Paese:</strong> USA </p>
<p><strong>Anno: </strong>1915 </p>
<p><strong>Durata: </strong>165&#8242;</p>
</td>
</tr>
</table>
<p>Difficile arrivare ad una definizione di cinema senza pensare a Griffith ed in particolare a “Nascita di una nazione”. Così come è difficile oggi ammirare attentamente una simile opera, vuoi per l’imponente durata, vuoi perché conosciamo un concetto di visione cinematografica che altera l’approccio al muto e la comprensione di pellicole tanto arcane quanto moderne e avanguardistiche.<br />
Griffith insegna il cinema attraverso grandi innovazioni di montaggio, regia e illuminazione, ma soprattutto per mezzo di una pellicola critica, sociale e di denuncia.<br />
Considerato razzista, condannato e censurato, il film è così immenso da essere riuscito ad entrare nella più meravigliosa e fondamentale STORIA DEL CINEMA.
</p>
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