The ONE Campaign!

Apocalypse Now Redux

di Romina
pubblicato il 31 Gennaio 2007 alle 16:26
Regia: Francis Ford Coppola

Sceneggiatura: Francis Ford Coppola, Michael Herr, John Milius

Cast: Martin Sheen, Marlon Brando, Robert Duvall, Dennis Hopper

Distribuzione: Buena Vista

Paese: Usa

Anno: 1979

Durata: 193′

In sottofondo c’è “The End” dei The Doors confusa con il lento e pesante rumore delle eliche dell’elicottero di cui se ne intravede una piccola parte, ogni tanto, mentre si sovrappone l’immagine di uno sguardo allucinato capovolto e del roteare di un ventilatore.
Sullo sfondo, le fiamme.
L’emozione è sovrana e inarrestabile mentre si sta per entrare in un universo di dolore, rabbia e orrore, ma soprattutto si comprende immediatamente che ciò che stiamo per vedere è l’animo di una guerra. Non una lista di vicende, battaglie e cronologie storiche, ma pura introspezione e manifestazione di crisi psicologiche profonde.
Il capitano Benjamin Willard (Martin Sheen) è il protagonista che ci accompagna nel suo viaggio alla ricerca di un colonnelo impazzito, (egregiamente interpretato da Brando) sconfinato in Cambogia in cui ha creato un impero pagano popolato da strane genti mentalmente fragili a cui spesso viene tagliata la testa.
Il viaggio di Willard è una discesa negli inferi, attraverso avvenimenti al limite della follia e della realtà. I suoi compagni di viaggio sono giovani inesperti che si lasciano andare all’istinto della violenza per pura paura, ragazzi che si fanno ammazzare ingenuamente. Non sanno perchè stanno accompagnando Willard, non conoscono la loro strada e mai la conosceranno. Nel lungo ed interminabile viaggio verso la morte il gruppo incontra il Tenente Colonnello William “Bill” Kilgore (Robert Duvall) che sotto i bombardamenti obbliga i suoi ufficiali a fare surf, commenta estasiato il fantastico odore del napalm e si prepara all’attacco con gli elicotteri al suono de “La cavalcata delle Valchirie” di Wagner; poi vi è l’incontro con la feroce tigre che fa impazzire un compagno di viaggio, l’apparizione di ponti sospesi illuminati da luci spaziali, feste con le conigliette di PlayBoy e spari nel cielo che somigliano a stupendi fuochi d’artificio. Tutti sembrano impazziti, tutti parlano di argomenti assurdi, tutti sembrano allucinati, e Willard inizia a soffocare nei demoni che gli stanno penetrando in testa; nel tentativo di non perdere di vista il suo obiettivo e la sua integrità mentale sfoglia la vita del colonnello Kurtz che sta andando ad uccidere. Ma non riesce a spiegarsi come possa un uomo tanto potente e addestrato, impazzire al punto da dover essere ucciso, come possa esser diventato così pericoloso per gli Stati Uniti d’America. Willard immerso nei suoi dubbi, raggiunge la Cambogia dove lo accoglie una schiera di indigeni che gli apre le porte ad un mondo assurdamente pagano, una sorta di tempio del male, in cui si calpestano teste decapitate, si schivano cadaveri e si incontrano adepti eccentrici come il fotoreporter interpretato da Dennis Hopper.
Kurtz è un uomo in penombra, enorme, si muove lentamente, parla con voce profonda, si mostra agli occhi dello spettatore (e di Willard) piano piano: a volte se ne intravede una spalla, a volte un po’ di testa, poi un occhio, come un serpente strisciante che avanza lentamente pronto ad attaccare, o forse come una tartaruga che ha paura di uscire dal suo guscio perchè sa che andrà incontro alla morte. Infatti Kurtz conosce il dovere di Willard, desidera essere ammazzato, ma prima deve portare Willard allo stremo delle forze, perchè solo un uomo davvero valoroso può dare la morte ad un colonnello.
Ancora una volta sulle note di “The End” Willard compirà il sacrificio, concluderà la sua missione segreta. Ma insieme a Kurtz, ucciderà anche il terrore nei suoi occhi, l’orrore nella sua testa.

Un capolavoro straordinario, una forte caduta nelle tenebre della mente umana, una potente discesa nella distruzione della guerra nel Vietnam, distruzione delle genti, distruzione della natura, ma soprattutto distruzione dell’anima. Perchè nella guerra l’orrore non ha mai fine.

An Hero is an Instant God

di Romina
pubblicato il 19 Gennaio 2007 alle 18:30

Il Karma immediato ti prenderà
ti busserà sulla testa
faresti meglio a metterti in pace con te stesso
molto presto sarai morto
a qualunque cosa tu stia pensando nel mondo
ridendo in faccia all’amore
qualsiasi cosa sulla terra tu provi a fare
dipende da te, si, da te

Il Karma immediato ti prenderà
ti guarderà dritto in faccia
faresti meglio a inserirti caro
unirti alla razza umana
come fai a guardare nel mondo
se ridi dei pazzi come me
chi diavolo pensi di essere
una superstar?
bè, hai ragione

Tutti noi brilliamo
come la luna e le stelle e il sole
beh, noi tutti risplendiamo
tutti quanti, forza

Il Karma immediato ti prenderà
ti farà crollare sui tuoi piedi
faresti meglio a riconoscere come tuoi fratelli
tutti quelli che incontri
perchè diavolo siamo qui?
sicuramente non per vivere nel dolore e nella paura
perchè diavolo tu sei lì
quando sei ovunque?
vieni a prenderti la tua parte

“Instant Karma” John Lennon

Il Karma di Lennon è di derivazione Buddhista e rappresenta le conseguenze delle proprie azioni: un’azione virtuosa porta benefici all’umanità futura, mentre un’azione non virtuosa porta sofferenze.
Il testo è un chiaro inno alla pace, in cui l’uomo viene profeticamente indirizzato a fare tesoro delle proprie possibilità nel mondo, tutto ciò che accade, tutto ciò che vogliamo realizzare, dipende solo da noi. L’uomo è incitato ad unirsi all’umanità e a non ridere degli altri, perchè l’uguaglianza governa sovrana e alla fine siamo un po’ tutti delle superstar, perchè tutti possiamo brillare.
Tutti siamo fratelli e bisogna riconoscerlo perchè non siamo al mondo per professare dolore e paura.
E allora dobbiamo cercare di capire che siamo ovunque e possiamo riprenderci la nostra parte nel mondo.

Questa è una spiegazione piuttosto elementare del testo, ma ciò che mi ha portato a studiarne i contenuti è stato un recupero di uno spot del 2003 di una famosa auto intitolato “I Miti” con la regia di Rob Sanders. La versione originale dello spot che in Italia non conosciamo ha come colonna sonora proprio “Instant Karma” di John Lennon. Nel video compaiono alcuni grandi miti della storia come Bruce Lee, Andy Warhol, Marilyn Monroe e lo stesso John Lennon. La canzone viene utilizzata con uno scopo ben preciso, cioè quello di suscitare una forte emozione legata al rapporto tra il testo della canzone e le imagini che man mano vanno creandosi. In prima istanza compare il volto urlante di Bruce Lee, tatuato sulla schiena di un pugile che mostra il suo braccio pieno di forza e sudore, e la canzone recita: “Il Karma immediato ti prenderà ti guarderà dritto in faccia”, Bruce Lee infatti guarda lo spettatore dritto negli occhi con la forza di comunicargli che qualcosa sta accadendo, che il Karma sta profeticamente arrivando e gli darà l’energia per affrontare il mondo.
“Faresti meglio a inserirti caro” e qui a dircelo è Andy Warhol che attraverso una sua gigantografia ci guarda dritto negli occhi, profondamente, inglobandoci nella legge della canzone…“unirti alla razza umana”, e qui la carnosa e prorompente bocca di Marilyn Monroe ci accoglie dentro di sè.
Ma improvvisamente abbiamo la rivelazione finale, entriamo nella stanza di un barbiere e ci compare, leggermente coperta, l’immagine di John Lennon “come fai a guardare nel mondo se ridi dei pazzi…”…lo zoom inquadra il volto di Lennon “…come me”. Si, esattamente, è proprio John Lennon che ci sta parlando e ci sta comunicando che il Karma ci prenderà e ci farà inginocchiare e ci farà smettere di ridere dei pazzi, piuttosto ci farà credere nei miti. “chi diavolo pensi di essere
una superstar? bè, hai ragione Tutti noi brilliamo, come la luna e le stelle e il sole, beh, noi tutti risplendiamo, tutti quanti, forza”.
E’ proprio John Lennon che ci sbatte in faccia la verità, lui che poeticamente ci fa scendere dai piedistalli e ci fa riunire al mondo intero, perchè tutti possiamo essere dei miti, tutti possiamo essere grandi a modo nostro, TUTTI POSSIAMO ESSERE DEGLI EROI ALMENO PER UN GIORNO”…

Questa ultima frase è di Andy Warhol e mi ricollega alla seconda parte della mia analisi.
In Italia la pubblicità sopra citata uscì con una differente colonna sonora, scelta a causa della sua notorietà e della ripetitività del testo, facile da comprendere. Ma non è solo questa la ragione della scelta, piuttosto la vera causa fu la natura del testo e il suo reale significato.

Io, io sarò re
E tu, tu sarai la regina
Sebbene niente li porterà via
Li possiamo battere, solo per un giorno
Possiamo essere Eroi, solo per un giorno

E tu, tu puoi essere mediocre
E io, io berrò tutto il tempo
Perché siamo amanti, e questo è un fatto
Si siamo amanti, è proprio così

Sebbene niente ci terrà uniti
Potremmo rubare un po’ di tempo,
per un solo giorno
Possiamo essere Eroi, per sempre
Che ne dici?

Io, io vorrei che tu sapessi nuotare
Come i delfini, come i delfini nuotano
Sebbene nulla,
nulla ci terrà uniti
Possiamo batterli, ancora e per sempre
Oh possiamo essere Eroi,
anche solo per un giorno

Io, io sarò re
E tu, tu sarai la regina
Sebbene niente li porterà via
Possiamo essere Eroi, solo per un giorno
Possiamo essere noi, solo per un giorno

Io, io posso ricordare
In piedi accanto al Muro
E i fucili spararono sopra le nostre teste
E ci baciammo,
come se niente potesse accadere
E la vergogna era dall’altra parte
Oh possiamo batterli, ancora e per sempre
Allora potremmo essere Eroi,
anche solo per un giorno

Possiamo essere Eroi
Possiamo essere Eroi
Possiamo essere Eroi
Solo per un giorno
Possiamo essere Eroi

Siamo un nulla, e nulla ci aiuterà
Forse stiamo mentendo,
allora è meglio che tu non rimanga
Ma potremmo essere più al sicuro,
solo per un giorno

“Heroes” David Bowie (e Brian Eno), sì, è sua la canzone dedicata allo spot italiano.
E qui procedo in senso opposto, prima vediamo la sua rilevanza all’interno dello spot.
“Io, io vorrei che tu sapessi nuotare”, qui appare Bruce Lee che ci chiede di saper affrontare la vita, di arruolarci contro le guerre del mondo…“Come i delfini, come i delfini nuotano” Andy Warhol e Marilyn ci dicono di nuotare come delfini…“Sebbene nulla, nulla ci terrà uniti” e qui compare John Lennon, sulla parola “uniti”, sembra che nulla possa tenerci….uniti, noi miti del passato, cosa ci unisce…forse il fatto che “Possiamo batterli, ancora e per sempre, Oh possiamo essere Eroi, anche solo per un giorno”. Questo unisce i grandi miti della storia a noi uomini comuni, il fatto di poter essere eroi, non esistono solo quelli del passato, possiamo diventarlo anche noi uomini del presente.
E così nasce il nesso con il reale retroscena della canzone, la Berlino degli anni ‘70 divisa dal Muro. Il testo è il grido d’amore e di dolore degli amanti divisi, due innamorati che per un solo giorno hanno deciso di sfidare le barriere e riunirsi, ricordando che pur essendo persone mediocri, perchè comuni, possono comunque almeno per un giorni comportarsi da eroi e magari cambiare il mondo per un istante. Perchè ci si può amare anche se le pallottole passano sopra la testa, almeno ogni tanto si può fingere di essere felici, anche se nessuno ci tiene uniti.
E di conseguenza i miti della storia, così come John Lennon, ci dicono di non pensare al dolore, ma di affrontare l’amore e diventare eroi/superstar, per ridare vita e gioia ai posteri.

Ad unirsi per dar vita alla trilogia dei grandi miti, è infine
“God Part II” degli U2 che cita esplicitamente proprio “Instant Karma”

Non credo al diavolo
Non credo al suo libro
Ma la verità non sarebbe la stessa
Senza le bugie che ha inventato

Non credo nell’eccesso
Il successo è nel dare
Non credo nelle ricchezze
Ma dovresti vedere dove vivo
Io, io credo nell’amore

Non credo nell’entrata obbligatoria
Non credo allo stupro
Ma ogni volta che lei passa vicino
Mi scappano pensieri selvaggi
Non credo nel braccio della morte
Nei bassifondi o nelle bande
Non credo all’UZI
Mi è quasi scoppiato in mano
Io, io credo nell’amore

Non credo nella cocaina
Ho uno speedball nella mia testa
Potrei colpire e aprirti di schianto
Lo senti quello che ti ho detto?
Non credo a loro quando mi dicono
Non c’è rimedio
Il ricco resta sano
Il malato resta povero
Io, io credo nell’amore

Non credo a Goldman
La sua specie come una disgrazia
Il karma istantaneo lo raggiungerà
Se non lo prendo prima io
Non credo che il rock and roll
Possa davvero cambiare il mondo
Mentre gira in rivoluzione
Si muove a spirale e si volta
Io, io credo nell’amore

Non credo negli anni sessanta
L’epoca d’oro del pop
Tu glorifichi il passato
Quando il futuro si prosciuga
Ho sentito un cantante alla radio la scorsa notte fonda
Dice che darà calci all’oscurità
Finché non sanguinerà la luce del giorno
Io, io credo nell’amore

Mi sembra di cadere
Di girare su di una ruota
Si ferma sempre di fianco a me
Con una presenza che posso avvertire
Io, io credo nell’amore

Il primo riferimento è a “God”, canzone di Lennon in cui l’autore dichiara di non credere a nulla, ma il riferimento che mi interessa citare è: “Non credo a Goldman, La sua specie come una disgrazia, Il karma istantaneo lo raggiungerà, Se non lo prendo prima io”.
Goldman fu autore di libri scandalistici su John Lennon, atti a sfatare e dar morte all’alone mitico che si era creato attorno al cantante, e ciò che il testo degli U2 gli augura, è di essere raggiunto dal Karma, così come è stato raggiunto dal Karma lo stesso Lennon, che nella sua canzone dice “Il Karma immediato ti prenderà”. Non a caso gli U2 hanno reinterpetato il brano di Lennon in alcuni loro concerti, in particolare durante il Vertigo Tour, nelle date in cui si commemorava il giorno della sua morte. La canzone oltretutto venne fatta seguire da “Yahweh” e “40″, canzoni degli U2 i cui titoli oltre ai testi fanno esplicito riferimento a Dio.
Quindi ancora una volta la pace, come segno divino della presenza umana nel mondo, ancora una volta la ricerca di eventi positivi e ricchi d’amore atti a condurre l’umanità verso la gioia.
Anche Bono come Lennon e come Bowie, sa bene che non esisterebbe il concetto di amore senza quello di odio, non esisterebbe Dio senza il Diavolo, così come non esisterebbe il Karma senza la sfiducia, e l’unione senza un muro a dividerla.
E infine non esisterebbe un futuro, senza i grandi miti che ne creano la strada:

“Chi diavolo pensi di essere una superstar? bè, hai ragione” - “Possiamo essere Eroi, solo per un giorno” - “Tu glorifichi il passato, quando il futuro si prosciuga”

Tre canzoni, tre mostri sacri della musica, tre miti del passato e del presente, un percorso attraverso ciò che di più attuale e mediatico esista (la pubblicità), per spiegare quanto attuale e vivibile dall’uomo comune, possa essere l’esemplare Verità dei grandi Miti….che possiamo seguire, possiamo comprendere anche se siamo uomini comuni, perchè basta una piccola immediata radice di buon senso per essere Eroi.

(fonti tratte da “Spot” di C.Bianchi)

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