di Romina
pubblicato il 19 Marzo 2010 alle 19:38
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Regia: Alejandro Gonzalez Inarritu
Sceneggiatura: Guillermo Arriaga
Cast: Brad Pitt, Cate Blanchette, Adriana Barraza, Gael Garcia Bernal
Distribuzione: 01 Distribution
Paese: Usa, Messico, Giappone
Anno: 2006
Durata: 142′
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Ciò che appare una semplice incomunicabilità linguistica, si radica saldamente alle barriere psicologiche, culturali, esistenziali che sfruttano le distanze geografiche come alibi per le mancate connesioni spazio-temporali.
Il filo che lega i continenti, le storie e la vita delle persone crea dei nodi nella sua falsa linearità, intrecciandosi con corpi, gesti e dolore.
Elemento assoluto di un’alternativa alla comunicazione verbale si incarna nel tatto e nei segni di una sordomuta amputata del contatto materno, imprescindibile metafora delle necessità di relazionarsi, di convivere, di intrecciarsi nei nodi del filo in ogni continente, anche e soprattutto quando è solo ciò che si vorrebbe evitare.
Esistono confini senza controlli di frontiera, delimitati dai soli ostacoli dell’anima, da oltrepassare scontrandosi come uno straniero in terra straniera.
di Romina
pubblicato il 19 Marzo 2010 alle 19:34
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Regia: Paul Haggis
Sceneggiatura: Paul Haggis
Cast: Brendan Fraser, Jennifer Esposito, Sandra Bullock, Matt Dillon
Distribuzione: Filmauro
Paese: Usa
Anno: 2004
Durata: 122′
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Inevitabile urtarsi, anche e soprattutto in una città come Los Angeles, dove tutti sembrano vivere rapiti dalle mura delle case e dalle vetrate degli uffici.
Gli essere umani si scontrano, inconsapevoli fautori di quell’unione tra carne e mente, essenzialità fisica e labirinto esistenziale. Il bianco odia il nero, il nero odia il bianco, ma il prevedibile elogio della banalità razzista (e razziale) urta contro le lamiere delle auto che si piegano e finiscono con lo spezzarsi.
Contemporaneamente si piega e si spezza ogni sequenza del film, in un montaggio tanto sincopato da divenire fluente e armonioso.
Quando il razzismo è manifestazione e il pregiudizio è narrazione subentrano gli elementi incidenti, le caratteristiche di una pellicola straordinaria, in cui nulla è come appare; sullo sfondo dei protagonisti giace sempre una difficoltà profonda, un determinante contrasto del felice vissuto quotidiano.
Ed è qui che subentra il necessario: toccarsi, sfiorarsi e viversi a vicenda diviene inevitabile, così come è indispensabile ricercare quel contatto fisico rassicurante e imprescindibile, nel quale riversare le proprie paure e inconfessabili insicurezze.
di Romina
pubblicato il 10 Marzo 2010 alle 09:31
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Regia: Francesca Comencini
Sceneggiatura: Francesca Comencini, Federica Pontremoli
Cast: Margherita Buy, Salvatore Cantalupo, Guido Caprino, Maria Paiato
Distribuzione: 01 Distribution
Paese: Italia
Anno: 2009
Durata: 98′
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Come una delicatissima danza si manifesta lo spazio bianco, quel limite indefinito tra la vita e la morte, una fase statica in cui non si può tornare indietro e non si riesce ad andare avanti, perché nell’apnea dell’attesa nessuno può concedere aria.
Le incubatrici, estensioni dell’utero materno, sono circondate da un chiarore abbagliante e da madri a metà che sono lì come fantasmi in attesa della nascita dei loro figli.
Donne che si muovono lievemente, che si sfiorano e poi osservano, amano, vivono la condivisione di un dolore che non sa farsi lacrime e di una speranza che non può divenire gioia. Non ancora.
Il bianco si contrappone ritmicamente al nero, alle ombre di una femminilità talora illuminate da una luce comunque ansiosa e labile, che presto trasforma Maria in un corpo nudo. Solo.
Appena ombra è anche l’esistenza di un’ecografia; ma è una bellissima ombra senza fine, che non ha ieri né domani e “non è fretta, è tutto”.