Il buono, il brutto, il cattivo - Ordet 2010
di Romina![]() |
Regia: Sergio Leone
Sceneggiatura: Sergio Leone, Luciano Vincenzoni Cast: Clint Eastwood, Eli Wallach, Lee Van Cleef, Luigi Pistilli Distribuzione: Mondo Home Paese: Italia, Spagna Anno: 1966 Durata: 180′ |
La beffarda commedia degli equivoci plautina, che si sviluppa in un crescendo di grottesca ilarità, fa di Il buono, il brutto, il cattivo, il nucleo statico dell’identificazione cinematografica dello spaghetti western.
Il buono è di bontà cinica e sprezzante, il brutto è di bruttezza piacevole e beffarda, il cattivo è di cattiveria affascinante e sentenziosa.
I tre personaggi di Sergio Leone sono manifestazione caratteriale dell’uomo unico, che si muove in un’arena di leoni morti, come un gladiatore che dirige un’orchestra primordiale.
L’arena è un vecchio cimitero e l’uomo è la macchina da presa onnisciente che si muove, attende, inquadra, insegue, respira e venera tre soggetti posti sulla scena, nell’azione di un sublime triello, pago di rappresentare il massimo livello di perfezione stilistica ed emotiva. Uno e Trino.
E poi c’è un mozzicone di sigaro sempre protagonista, rappresentazione di quell’intervallo pragmatico che intercorre tra il dramma e la comicità. Ad affiancarlo entra ancora in scena la corda dell’impiccato, quella di Per un pugno di dollari per intenderci, che cinge il collo dei suoi medesimi artefici, ebbri della sovranità delle proprie pallottole. La corda non porta a compimento il suo dovere, del resto “non basta una corda a fare un impiccato”, e nemmeno la pala scava a sufficienza nella carnalità del dio denaro, ma l’alternanza tra il possibile e l’improbabile suddivide definitivamente l’idea e il coinvolgimento dello spettatore in due categorie: chi ha la pistola carica, e chi scava. Tu scavi.




