Metropolis - Ordet 2010
di Romina![]() |
Regia: Fritz Lang
Sceneggiatura: Thea Von Harbou Cast: Alfred Abel, Gustav Frohlich, Brigitte Helm Distribuzione: Ermitage Cinema Paese: Germania Anno: 1927 Durata: 120′/150′’ |
Così Fritz Lang immaginava il XXI secolo, per l’esattezza l’anno 2026: divisione sociale e fisica tra operai e dirigenti, ricchi e poveri; Torri di Babele apocalittiche e fantascientifiche; robot femminili che inneggiano a Giovanna d’Arco; l’amore che controlla il mondo.
Forse idilliaca, forse semplicistica questa visione del futuro, retorica e barocca, ma indubbiamente esemplare e indimenticabile.
Metropolis è il primo kolossal fantascientifico ad aver dettato le regole del cinema di genere, dando modo di esistere a film come Blade Runner, Matrix, Brazil…
Lang amalgama in un caos primordiale il dualismo e l’elemento assurdamente gotico del più alto espressionismo tedesco, creando uno spazio temporale infinito in cui le lancette di un orologio divengono dilatazioni delle braccia. Appare come un antesignano del concetto mediatico di estensione del corpo umano, che si fa carne e orrore, determinando la vita degli uomini.
Certo, 1984 di Orwell arriva ben 21 anni dopo, ma il controllo del fratello superiore sugli inferiori è già la base da cui partire per affilare gli angoli delle geometrie espressioniste e esaltare le finte ombre del chiaroscuro avanguardistico.
Metropolis non pretende di essere il manifesto dell’espressionismo tedesco, come fu Un Chien Andalou di Bunuel e Dalì per il surrealismo, ma è certamente l’esempio assoluto del cinema come interpretazione del reale, proiettato in un alto livello di fantascienza e lezione primaria per la futura arte della visione.




